Prompt come algoritmi non racconti

Chiara Simoni ยท 26 ottobre 2026

Prompt come algoritmi, non come racconti Oggi tutti scrivono prompt. Pochi scrivono istruzioni che reggono al secondo mese di utilizzo. Io le istruzioni per i miei agenti AI le progetto come software. Un file di configurazione centrale è l'unica fonte di dati e regole comuni: i file operativi le ereditano e contengono solo la logica della loro attività. Le procedure non hanno nomi o percorsi hardcoded: se un file viene rinominato o spostato, l'agente lo ritrova per nome e contenuto, e nulla si rompe. I segnaposto rendono lo stesso prompt riutilizzabile in contesti diversi, ogni procedura è una sequenza di passi numerati. Nessun comando ripetuto, nessuna frase lunga e discorsiva. Ci sto sbattendo la testa parecchio, perché per i prompt non esiste ancora un Visual Studio che sottolinei in rosso gli errori. Così il controllo me lo sono costruito: rilegge tutta la struttura e segnala doppioni, regole in conflitto, riferimenti a file che non esistono più, credenziali fuori posto e date che impediscono il riuso. Un prompt scritto come un racconto funziona finché lo usa chi l'ha scritto. Uno scritto come un algoritmo funziona anche dopo, ed è lì che si vede chi ragiona da informatica. Voglio algoritmi, non racconti. Voi i vostri prompt li scrivete o li programmate? 👉 https://www.studiochiarasimoni.it #IntelligenzaArtificiale #PromptEngineering #AgentiAI #SviluppoSoftware

Torna al blog

Parliamo delle integrazioni e automazioni per la tua azienda